Il maschio-potente che acquista i servizi sessuali della cenerentola di turno è un personaggio vecchio come il mondo.

Ho fatto conoscenza, leggendo “La Bolgia” di Conchita Sannino che ri-racconta tutta la storia del “Casoria Gate”, con un altro personaggio della modernità, che mi era sfuggito, protagonista occulto di questo viaggio verso il baratro: la mamma di puttana.

La “mamma di puttana” si avvia a sostituire il più celebre “figlio di puttana” e diventare una figura cardine dei nostri tempi. È il padre, la madre o addirittura il fratello di chi viene offerta al politico o al potente. A volte sono i genitori delle giovani e aspiranti parlamentari regionali o europei che si disperano perché la figlia non è stata messa in lista da Berlusconi per qualche incarico istituzionale. Sono le madri che portano le figlie fuori dalla prefettura di Napoli, dove Berlusconi recita la sceneggiata delle riunioni sull’emergenza rifiuti, come i bambini al tempio, per farle benedire dal sacro sperma del potere e farle ingravidare di occasioni fortunate. E’ questo “gratta e vinci” sul corpo delle ragazze, che fa spavento.

Le “mamme di puttane” sono tutte donne del popolo, di quel sottoproletariato che ci sembrava tanto rivoluzionario, vengono dai quartieri deprivati, hanno problemi economici cronici.

40 anni fa erano proprio le madri e i padri dei ceti meno abbienti quelli che vegliavano sulla moralità delle loro figlie. Dovevano arrivare illibate al matrimonio, e anche quella , se andava bene, poteva essere una scalata sociale. Gonne lunghe, occhi bassi, a mezzanotte a casa.

Noi ragazzine borghesi avevamo più libertà.

Ma dovevamo conquistarcela.

Adesso le madri delle ragazze povere sono le più spregiudicate. Puntano sui corpi delle loro figlie per avere una chance, per entrare in quel cerchio di luce , effimero, che viene considerato l’unica carriera possibile.

L’unico futuro di una figlia femmina.

Tacchi a spillo, seni rifatti e diete. Nasini, boccone e zigomi di serie.

Il sacrifico anche sanguinoso della chirurgia, magari pagato a rate, per rassomigliare a quelle che piacciono a Berlusconi e ai suoi faccendieri.

L’imperativo categorico: farsi avanti, mostrarsi, sgomitare.

Non importa che cosa ti offrono: il parlamento è un palcoscenico come un altro.

Deputato o ballerina.

Il padre di una aspirante mignottina può permettersi di dire a Conchita, giovane cronista: il vostro è il mestiere più schifoso!

E certo, la zoccola è meglio.

Ragazze trattate come merce dai maiali che le comprano per una notte. E’ già abbastanza grave. Ma ragazze trattate come merce dalle proprie madri e dai propri padri, dai fratelli che cercano di vendersi le interviste al telefono…

Non c’è punizione abbastanza severa per chi ha ridotto il tessuto delle relazioni a questo ignobile mercato.

Vittime, i più deboli, come sempre.

Gente senza cultura e senza istruzione, gente che ha conosciuto soltanto le televisioni, che con le televisioni è cresciuta, da 30 anni, dal 1980, da una vita.

Non si può considerarli colpevoli.

Bisogna salvarli anche se non hanno nessuna voglia di essere salvati.