Dodici nazionali targate Adidas contro dieci griffate Nike (compresa l’Inghilterra della controllata Umbro). Eccolo qui il risiko del Mondiale 2010. Una guerra fra gli sponsor che si contendono la leadership del mercato planetario dell’abbigliamento sportivo (11 miliardi di fatturato nel 2008), con il terzo incomodo Puma che vestirà sei squadre, Italia inclusa.
Colpisce la distribuzione strategica delle etichette nei gironi, in stile “manuale Cencelli”. Il sorteggio ha visto tra le teste di serie quattro squadre Adidas (Argentina, Germania, Sudafrica e Spagna), tre Nike (Olanda, Brasile e Inghilterra) e una Puma (Italia). Identica la proporzione nella seconda fascia, mentre il grosso dei team Puma, che veste tre squadre africane su sei, è stato infilato nella terza urna. Si è detto che la Francia, finalista nel 2006, non è stata inserita tra le teste di serie per punirla della mano di Henry che portò al gol beffa nello spareggio con l’Irlanda di Trapattoni. Coincidenza, al suo posto è stata promossa l’Olanda (Nike). Questione di ranking, che guarda caso giova anche alla par condicio fra sponsor.
Scrutando il tabellone mondiale si fanno altre scoperte singolari. Girone A e B presentano ben sei squadre su otto targate Adidas: ci sono forti probabilità che la maison tedesca faccia l’en plein di qualificate, a meno che l’Uruguay (Puma) rompa le uova nel paniere. Il girone C vede invece il monopolio Nike, con Inghilterra e Usa favoriti sul terzo incomodo Slovenia, che appartiene comunque alla stessa scuderia. Nel girone G, Brasile e Portogallo (Nike) devono temere solo le insidie della Costa d’Avorio (Puma). Il girone E vede l’Olanda candidata al primo posto, con Danimarca e Giappone (Adidas) a contendersi la seconda piazza: anche qui sarà una squadra Puma a tentare la sorpresa (Camerun). La Germania (Adidas) lascerà le due Nike (Australia e Serbia) a giocarsi il secondo posto con il Ghana (Puma). Scontato il girone H, con la Spagna che garantirà all’Adidas un’altra qualificata agli ottavi. Unica squadra Puma senza grossi ostacoli teorici sarà l’Italia campione del mondo.
Secondo i pronostici, Nike e Adidas potrebbero qualificare rispettivamente almeno otto e sei squadre a testa. Curioso vedere dove andrebbero a finire nel tabellone: Brasile, Inghilterra e Olanda (Nike) nella parte sinistra, Argentina, Germania e Spagna (Adidas) nel versante destro. Le incognite potrebbero essere Portogallo a sinistra e Italia a destra. Ma servirebbe un altro miracolo degli azzurri per evitare la terza finale mondiale Adidas-Nike. Nel 1998 e nel 2002 fu tra Francia e Brasile, stavolta chissà. In palio più che la Coppa c’è il business: secondo le stime di Bloomberg, la Germania in finale significherebbe per l’Adidas vendere un milione di casacche al prezzo di 88 dollari l’una. Fate pure i vostri conti.

Da il Fatto Quotidiano del 13 giugno