Archivio cartaceo | di Redazione Il Fatto Quotidiano
31 marzo 2010
Primo punto del decalogo della sopravvivenza: non nascondere che il buonsenso non ce l’ha fatta e la democrazia traballa. I giochi dei sorrisi non cambiano la realtà mentre i vincitori cominciano a cambiare le regole. L’arbitro Bossi non fischia rigori quando Berlusconi sgambetta i magistrati, divora le televisioni, sgomita appena la... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Non se ne esce. Berlusconi andava fermato sul bagnasciuga. Invece si permise a un imprenditore di possedere l’intero comparto televisivo privato nazionale e di mantenerlo anche una volta che divenne un uomo politico. Il Cavaliere ha avuto più di vent’anni per educare i cittadini alla sua subcultura. Per cui oggi l’italiano nasce naturaliter... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
I risultati delle Regionali sono salutari per il Paese e un’opportunità (l’ultima) per il centrosinistra. Dalle urne è uscito un responso chiaro e, checché se ne dica, ben poco favorevole al Cavaliere: il centrodestra ha vinto – generalmente per insussistenza degli avversari – ma Berlusconi ha perso. Dalle Politiche in poi il Pdl (al... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Se quei pochi voti in più fossero entrati nel Lazio e in Piemonte, ora il Pd e gli altri del giro parlerebbero di una squillante vittoria, di svolta decisiva, di fine del berlusconismo ecc. E un ceto politico ringalluzzito si accingerebbe con buona lena a tessere alleanze in vista delle Politiche, convinto che la nottata sia passata e il più sia... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Così si rischial’assalto ai forni
Che fare, mentre Lenin si rivolta nella tomba? Intanto, smettere di recitare e di far finta che la politica sia ancora quella che una volta si intendeva con questo termine. Non è più così, e gli sconfitti della sinistra lo debbono sapere per forza, ma per cambiare davvero. Perché che non sia più così lo sa benissimo anche il Berlusconi... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Punto numero uno. Occorre ricostruire. Le macerie sono dappertutto e guai a non vederle. Il Paese va ricostruito in profondità sul piano culturale, etico e civile. Con il massimo di valori, di passione e di lungimiranza; e il minimo di ideologia. Il radicalismo civile è vivo, quello ideologico è morto e guai a chi lo resuscita, ha già fatto... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Da vent’anni vince le elezioni chi intercetta la rivolta latente bollata come “antipolitica”. In vent’anni dieci milioni di cittadini in meno, tra quanti si recano alle urne. E vince, ovviamente, chi sa indicare “nemici” convincenti per il proprio elettorato potenziale. L’attuale situazione italiana, perciò, per l’opposizione non... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Il voto e l’ottimismo di Profumo
con un piede , secondo molti osservatori, già fuori dalla banca che dirige, ieri l’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo ha ostentato ottimismo. Davanti agli studenti della Luiss, l’Università di Confindustria, ha spiegato che i nuovi equilibri politici determinati dalle elezioni non influiranno sulla banca: “Noi gestiamo... Leggi il resto >
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31 marzo 2010
Gli ispettori del Fondo monetario internazionale…
Gli ispettori del Fondo monetario internazionale hanno completato ieri la diagnosi dell’economia italiana: “Le autorità hanno resistito in modo appropriato alla pressione per ampi stimoli fiscali discrezionali e hanno preso misure tempestive per rafforzare le reti di sicurezza”. Tradotto: Tremonti ha evitato che Berlusconi trasformasse un... Leggi il resto >
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Archivio cartaceo | di Stefano Feltri
31 marzo 2010
pagliaroMediobanca vecchio stile
Da ieri Renato Pagliaro è il nuovo presidente di Mediobanca. E dovrà rispondere – con i fatti, visto che coltiva la discrezione verbale come una virtù – a una domanda: non sarà che è l’uomo giusto, al posto giusto ma arrivato nel momento sbagliato? PROFESSIONAL. Pagliaro, milanese, si laurea alla Bocconi, corso di Economia aziendale,... Leggi il resto >
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