di Sara Nicoli

A gridare allo scandalo è stato per primo il noto immunologo e oggi consigliere comunale in quota Pdl Ferdinando Aiuti: "Io non sono di sinistra – ha detto – ma sono molto preoccupato; nel nuovo Consiglio superiore di Sanità c’è anche il medico di Berlusconi".

E, infatti, non è bastata la nomina di Enrico Geraci, già presidente dell’Istituto superiore di Sanità, anche a presidente del Consiglio superiore di Sanità (il controllore e il controllato in un’unica persona), c’è voluto anche l’inserimento di Alberto Zangrillo, il medico di fiducia di Berlusconi, nella compagine consiliare che presto sarà chiamata a dire l’ultima parola su temi sensibili per il paese quali l’ospedalizzazione obbligatoria per la pillola abortiva Ru486 oppure sulle linee guida sul testamento biologico di prossima approvazione.

Insomma, anche sul fronte delle leggi etiche Berlusconi non vuole avere alcun tipo di sorpresa. Zangrillo, direttore dell’unità di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele, 51 anni, fisico da marine e tifoso sfegatato del Genoa, è da anni l’ombra fedele, "amica e premurosa" lo descrivono gli uomini di Berlusconi, che segue il presidente del Consiglio ovunque, condividendo con lui infinite ore di aereo o seguendolo a vista dalla terza macchina che compone il corteo presidenziale.

Lo chiamano, "amorevolmente", the first doctor e non ha mai svelato particolari sulle cure che riserva al premier. "Berlusconi – svelò all’immancabile Gigi Marzullo, che non mancò di intervistarlo – è un paziente modello, diligente, perché non è mai stato davvero malato".

Solo in un altro caso, dunque, gli è sfuggito di aver dato dei placebo al posto del cortisone che Berlusconi aveva chiesto con insistenza per la cura della cervicale. Il premier pare non gliene abbia voluto. Questa nomina di prestigio, in qualche modo, ne è una conferma. Adesso il Consiglio superiore di Sanità è davvero blindato.

Da il Fatto Quotidiano del 12 febbraio