A ottobre il direttore di Chi, Signorini, l’ha avvertito degli scatti realizzati al Bois de Boulogne

Il foto-ricatto da 300 mila euro su cui sta indagando il pm di Milano Frank Di Maio, riguarda Lapo Elkann. A Il Fatto risulta che Lapo sia stato fotografato in ottobre a Bois de Boulogne a Parigi assieme a uno o più transessuali e che le immagini, scattate da un paparazzo francese, siano poi state vendute all’agenzia milanese, UnoPress.

Una società che tra i suoi amministratori ha uno dei migliori amici del direttore di Chi e spin doctor di Silvio Berlusconi, Alfonso Signorini. La UnoPress è pure la medesima agenzia che in primavera tentò d’incastrare due giornalisti de L’espresso che lavoravano sul caso di Noemi Letizia, la minorenne che frequentava il premier.

Allora, con un servizio poi pubblicato da Il Giornale la UnoPress, con la complicità di un’attrice, provò a dimostrare falsamente che il settimanale pagava profumatamente le notizie sul Cavaliere. In questo caso, invece, siamo al ritiro, grazie a un pagamento record, di foto considerate compromettenti.
Le immagini di Elkann finiscono infatti quasi subito sul tavolo di Signorini. Immediatamente il giornalista, chiama Alessia Margiotta, che cura le pubbliche relazioni di Elkann, e le dice che ha bisogno urgentemente di parlare con Lapo: “Devo parlargli personalmente, è una faccenda molto delicata”.

L’assistente di Elkann, lo avverte e subito dopo Lapo chiama il direttore di Chi. È durante quella conversazione che verosimilmente Signorini dice ad Elkann di aver visionato le sue foto. E infatti subito dopo, Elkann chiama la sua assistente e le confessa di aver “combinato una cazzata” a Parigi e che bisogna ritirare assolutamente delle immagini dal mercato.
La Margiotta però non ne vuole sapere di condurre la trattativa. Al suo posto l’avrebbe fatta un familiare di Elkann, con Roberta Arrigoni della UnoPress. Le foto vengono così comprate per 300 mila euro e adesso Di Maio vuole ricostruire il percorso del denaro. È andato tutto all’agenzia e al paparazzo o qualcosa si è perso per strada?

Per ricostruire la vicenda Signorini potrebbe presto essere ascoltato con il rischio di dover parlare pure di una serie di altre trattative scottanti di cui è stato protagonista. L’autunno, del resto, è stato per lui un periodo molto intenso. Il 5 ottobre il direttore di Chi riceve per esempio in visione una copia del video dell’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, nella casa di una transessuale a Roma.

Subito il giornalista avverte Marina Berlusconi, che poi chiamerà il padre, al quale il filmato viene recapitato a Palazzo Chigi. È sempre Signorini, poi, a procurare a Carmen Masi, dell’agenzia Photomasi, che aveva il video, un appuntamento il 12 ottobre con il direttore di Libero, Maurizio Belpietro.
La storia si ripete due giorni dopo, il 14 ottobre, quando presso l’agenzia fotografica visiona il filmato con Giampaolo Angelucci, importante imprenditore della sanità nel Lazio ed editore di Libero e Il Riformista.

Da il Fatto Quotidiano del 23 gennaio