Quarantunesimo giorno di protesta: giornata di transizione, di tensione, di attesa soprattutto. Domani c’è l’incontro che chiediamo dall’inizio di questa protesta: quello con il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nella sede del dicastero di via Cristoforo Colombo incontrerà le delegazioni sindacali Ispra, di cui faranno parte molti occupanti. Ci saranno anche rappresentanti del ministero della Funzione Pubblica, forse lo stesso Renato Brunetta. Fin qui, la cronaca.

Poi ci sono le nostre emozioni, quelle di chi sta sopra e di chi è sceso per staccare, delle famiglie che sperano di riaverci tutti a casa al più presto. C’è la consapevolezza che siamo ad un momento decisivo per tutta questa” battaglia”: domani potremmo festeggiare o decidere che la nostra occupazione deve durare ad oltranza. Abbiamo chiesto solo quello che ci spetta: un piano per finirla col ricatto dei contratti a tre mesi e con i lavoratori invisibili che prendono un terzo di chi svolge gli stessi compiti con una posizione contrattuale diversa. Vogliamo il ritorno al lavoro dei nostri colleghi che sono stati allontanati, ingiustamente e senza spiegazioni, nel corso del 2009. Non pensiamo che questo sia pretendere troppo. Speriamo sinceramente che in questo Paese, con questi Ministri, chiedere il dovuto non sia pretendere troppo.

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