Il centrodestra assicura il numero legale. Soldi alla Chiesa e mance natalizie

Un unico articolo con 98 commi. Uno zuppone dove dentro c’è di tutto. È l’ultima manovra di bilancio della Regione Campania dell’era di Antonio Bassolino. Una manovra da 18 miliardi di euro che ottiene il via libera grazie al contributo determinante dell’opposizione di centrodestra. Che vota persino a favore del bilancio dell’assemblea legislativa (approvato all’unanimità) e, pur votando contro il bilancio globale della Regione e la relativa Finanziaria, assicura il numero legale che Pd e sinistre varie da sole non riescono a garantire da almeno un anno. IdV si è astenuta su tutto.

Il consiglio ha approvato il pacchetto di misure economiche all’alba del 31 dicembre dopo tre giorni di lavori a porte chiuse in commissione e la consueta maratona notturna in aula. Ne è venuta fuori una manovra a due facce. Ricca di mance natalizie e di micro-disposizioni settoriali. Ma pure di provvedimenti qualificanti a sostegno delle imprese, dell’occupazione e contro la povertà. Un testo che in più punti pare scritto per soddisfare i "collegi elettorali" di consiglieri a fine mandato e pronti alla ricandidatura. Ma che taglia del 25% le spese per le consulenze, predispone fondi per la gestione dei beni confiscati alla camorra, dichiara l’ostilità dell’amministrazione regionale alla privatizzazione dell’acqua e al nucleare, e stanzia somme importanti per investimenti in opere pubbliche ed edilizia popolare.

La Finanziaria inoltre crea dal nulla una nuova agenzia, l’Arcapa (Agenzia Regionale Campania per i Pagamenti in Agricoltura) e un nuovo ente strumentale, l’Irvvc, l’Istituto Regionale della Vite e del Vino e della Campania, preparando il terreno per nuove nomine di direttori generali, cda, revisori dei conti. Il tutto cucinato con una robusta spruzzata di inciucio, senza la quale la Campania – che dal 2005 riesce a rispettare il termine di legge del 31 dicembre – sarebbe stata costretta all’esercizio provvisorio.

Nella lista degli interventi, anche qui la Chiesa la fa da padrone. Ci sono 350mila euro per la Diocesi di Acerra, per lavori di restauro di chiese in provincia di Napoli e Caserta. Ci sono 150mila euro di contributo straordinario alla Curia di Napoli "per favorire la pastorale degli universitari". Altri 100mila euro vanno alla Diocesi di Teano e 75mila alla Diocesi di Nola. Viene istituito un fondo di 3 milioni per la realizzazione o ristrutturazione degli edifici di culto. Ben 2 milioni e 500mila euro sono destinati agli oratori e alle parrocchie che svilupperanno progetti di aggregazione sociale e sportiva. La giunta stabilirà come distribuirli.

Tra le "misure di sviluppo sostenibile" troviamo poi 500mila euro per il Centro di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere, norme per favorire il "turismo cinofilo" istituendo zone dedicate all’addestramento dei cani da caccia e da pastore all’interno delle aree montane protette, la promozione del Galà delle Fiction di Castellammare di Stabia ad “evento di valore regionale". Sbloccati i progetti per la depurazione delle acque del litorale domizio/flegreo, e ci sarà un occhio di riguardo per le strutture turistiche di questa costa, afflitta da tassi di inquinamento marino superiori alla media: si potranno costruire piscine in deroga agli strumenti urbanistici vigenti.

Ma il bilancio prevede anche altro e di più rilevante. Ci sono 30 milioni per le agevolazioni alle imprese che danno lavoro, nella misura di 7.500 euro per ogni nuovo assunto. Ci sono 50 milioni di euro per il credito d’imposta sulle nuove assunzioni. Altri 30 milioni vanno alla proroga del reddito di cittadinanza per gli indigenti, esperimento giunto al sesto anno. Ecco poi 200 milioni per le opere pubbliche progettate dai Comuni, e 30 milioni di euro per l’edilizia popolare. Infine, 10 milioni di euro per le Comunità Montane lasciate a secco dalla finanziaria Berlusconi.
 

"È una manovra rigorosa – commenta il Governatore Bassolino – abbiamo dato priorità al lavoro e allo sviluppo". Gli fa eco l’assessore al Bilancio, Mariano D’Antonio: "I nostri incentivi hanno un impatto potenziale sul mercato del lavoro stimato in oltre diecimila nuovi occupati". Per niente d’accordo il consigliere regionale Pd Giuseppe Russo, che per protesta ha abbandonato l’aula: "Nel bilancio hanno prevalso logiche autoreferenziali, spartitorie e clientelari: abbiamo perso un’occasione".

Da Il Fatto Quotidiano del 2 gennaio