Trentasettesimo e trentottesimo giorno di protesta: il cielo è quasi sgombro da nubi e il sole asciuga l’umidità notturna. Dal tetto possiamo ancora di più apprezzare la bellezza del posto dove ci troviamo. La sede ISPRA ex-ICRAM è infatti all’interno del Parco Ragionale della Cellulosa, una grande area verde, dove il traffico ed il caos della capitale non arrivano.Lasciando andare lo sguardo lungo i prati e tra gli alberi si giunge ad una piacevole dimensione di quiete e serenità. Il sole tiepido aggiunge un’ulteriore elemento di benessere. Il suono del telefono riporta bruscamente alla realtà. Ci chiamano alcuni giornalisti che chiedono lumi per entrare all’interno dell’Istituto. E non per descrivere le bellezze naturalistiche del Parco, bensì per rendersi conto con i loro occhi della nostra situazione, ormai al limite. Questi sono infatti i nostri due ultimi giorni di contratto…del primo gennaio entreremo anche noi a far parte del grande numero di disoccupati che, ahimè, è presente nel nostro Paese.

Laconici siamo costretti a rispondere che nella “civile” Italia, i mezzi di comunicazione non sono autorizzati ad entrare in Istituto di ricerca ambientale pubblica. Il diniego continua anche quando viene a trovarci il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Il Presidente, nonostante l’invito a non salire fino al tetto da parte della Struttura Commissariale, arriva fino alle nostre tende e si intrattiene con noi, esprimendo la solidarietà e l’impegno della Provincia a far fronte per salvaguardare le alte professionalità maturate nell’Istituto.A pranzo un’altra visita graditissima, l’onorevole del partito democratico Fausto Recchia. Il quale anch’egli sottolinea l’importanza della nostra “battaglia” nel pieno interesse del Paese.Scivoliamo poi verso l’ultimo giorno “ufficiale” di lavoro con una telefonata del nostro responsabile di sede che ci comunica che il Ministro forse sarebbe disponibile ad aprire uno spiraglio per una eventuale trattativa a fine Gennaio, a patto della nostra immediata discesa dal tetto. Scontato il nostro gentile ma fermo no a questa proposta: al di la dei contenuti di questa proposta, assolutamente generica e priva di sostanza, riteniamo che il Ministro o la Struttura Commissariale possa comunque comunicare con noi in altri modi e termini.

L’ultimo giorno dell’anno si apre con l’impossibilità ad accogliere nuovamente altri giornalisti, che quindi sono costretti a farci le domande al di la della sbarra del nostro Istituto e con la prima delle visite previste per oggi: è arrivato infatti il Sen. Della Seta. E nel pomeriggio sono attesi il Senatore Pedica dell’idv ed il Senatore Marino del pd. Sempre che riescano ad entrare. Visto che, come a Natale, il cancelli si chiuderanno di nuovo impedendoci di fatto i contatti con l’esterno. Sulle qualità atletiche del Sen. Marino non abbiamo dubbi e confidiamo che il Sen. Pedica non sia da meno, visto che l’unica opzione per entrare potrebbe di nuovo essere quella di scavalcare il cancello. Noi intanto scavalchiamo l’anno, senza paura e con la rinnovata consapevolezza di essere nel giusto, agendo per rendere l’Italia un paese più civile. Non possiamo dire lo stesso dei nostri interlocutori.