Qualche tempo fa partecipai a una trasmissione televisiva tra i cui ospiti c’era Giovanardi. Si parlò di immigrazione e sicurezza. Feci osservare che bisognava stare attenti a emanare leggi suggerite da ideologie o calcoli elettorali o anche solo da pulsioni istintive. Ricordai che la legge Bossi-Fini era stata in molte parti dichiarata incostituzionale e che anche la più solida delle maggioranze deve uniformarsi ai principi della Costituzione.

Giovanardi quasi non mi fece finire e mi abbaiò contro: e noi dovevamo riproporle quelle norme, con altre parole, in altra forma, questa era la linea del governo e questa doveva essere attuata. Così mi fu chiaro cosa fosse per questa gente la Costituzione: un ostacolo da superare, magari con furbizie semantiche, truffandola. Da allora è passato almeno un anno e le cose sono cambiate. In peggio.

Oggi Vietti, entusiasticamente appoggiato non solo da B&C ma da gran parte dell’opposizione (?) fornisce lo strumento che dovrebbe permettere a B di non essere condannato per corruzione dell’avv. Mills: la nuova versione del legittimo impedimento. Non è molto diverso da quello presentato da Brigandì, un po’ meglio scritto (Vietti fa davvero l’avvocato), anch’esso incostituzionale; come tutti gli altri progetti di legge che si stanno misurando con l’art. 3 della Costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge; e che, naturalmente, non è facile superare.

Ma non è della evidente incostituzionalità di quest’ultimo progetto che voglio parlare: c’è ben altro. Racconta Luca Telese su Il Fatto che Vietti così si sarebbe espresso: "Un testo-ponte…, che dichiarandolo apertamente, costruisce una moratoria di 18 mesi che permetta al premier di svolgere serenamente le sue funzioni, e al Parlamento di fare, nel frattempo, una legge costituzionale". E se fosse incostituzionale? dice Telese: "Penso di no. Ma in ogni caso, la soluzione politica ci sarebbe comunque. Perché prima che il testo possa essere bocciato dalla Corte, si avrebbe in ogni caso il tempo di fare una legge costituzionale".

Proviamo a dirla con altre parole: "A noi servono 18 mesi per fare un Lodo Alfano costituzionale; inseriamo nella Costituzione l’impunità per Berlusconi e così avremo sventato ogni rischio di processi penali. Però adesso c’è il problema del processo Mills: come lo blocchiamo? Facciamo una legge incostituzionale, tanto, prima che la Corte la dichiari tale e B si ritrovi in mezzo al guano, avremo risolto il problema". Ecco: un avvocato, un parlamentare della Repubblica, uno che ha giurato fedeltà alla Costituzione, uno che sa di diritto, consapevolmente propone una legge che dubita possa essere incostituzionale; tanto, dice, poi modificheremo la Costituzione, B sarà definitivamente al riparo da processi e condanne e della mia legge, costituzionale o no che sia, non si avrà più bisogno.

Un po’ come se taluno rubasse alla sua vecchia madre; tanto, si giustifica, tra poco morirà e tutto sarà legalmente mio. Tutto questo è possibile perché gente come Letta e Bersani ha spiegato che B&C hanno diritto di difendersi DAI processi; e perché gente come D’Alema ha detto che gli inciuci sono un metodo politico accettabile. Sicché la loro complicità nell’approvazione del Lodo Alfano Costituzionale è stata garantita.

L’opposizione (?) dice che si deve superare il clima di contrapposizione etc.; e che si deve iniziare un percorso di riforme condivise etc.; e che quindi bisogna cooperare etc. Dovrebbero ricordare quello che disse Churchill dopo la conferenza di Monaco che, come è noto, regalò i Sudeti a Hitler: "Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra".

Da Il Fatto Quotidiano del 27 dicembre