Trentunesimo e trentaduesimo giorno di protesta: ovvero la vigilia ed il giorno di Natale. Festeggiamo sul tetto, tra visite di solidarietà e tensioni a distanza con ministro e struttura commissariale. Prima del cenone precario del 24, si è realizzato quanto promesso nell’avviso prefestivo del prefetto Grimaldi: alle 15.50, puntuali, si sono chiusi i cancelli, lasciando temporaneamente chiusi dentro il deputato del Partito democratico Marianna Madia e una troupe del Tg3, venuta per riprendere la nostra vigilia.

Alla sera, dopo una lunga trattativa e il prezioso intervento in nostro favore dell’onorevole Ermete Realacci, nonché di un comunicato del senatore Stefano Pedica, l’atteggiamento della controparte sembra ammorbidirsi, forse per un’azione diretta del Ministro Prestigiacomo, che negli ultimi giorni pare più disponibile al dialogo, e possiamo celebrare il nostro atipico (in tutti i sensi) cenone, lontani dai nostri cari ma in compenso vicini a chi condivide i nostri ideali.

Il giorno di Natale inizia però con un’altra doccia fredda: succede alle 10 del mattino del 25, quando si presenta il senatore del Pd Ignazio Marino ed una troupe Rai. L’ordine è di nuovo di tenere chiuso e non far entrare nessuno, nemmeno un rappresentante eletto dal popolo, che ha tranquillamente accesso anche alle carceri di massima sicurezza. Nonostante le proteste e le discussioni, alla fine il senatore è costretto a scavalcare il cancello, e ancora una volta ci chiediamo in quale altro paese europeo possano accadere cose simili, visto anche che subito dopo arriva anche una macchina della Polizia.

Nonostante l’atteggiamento rigido sia persistito anche nel pomeriggio, la giornata è stata rallegrata da altre due graditissime viste: quella dell’onorevole Furio Colombo e del senatore Della Seta, le uniche persone autorizzate ad entrare. Al di fuori intanto, impossibilitato ad entrare, si riunisce spontaneamente un folto gruppo di persone, amici, parenti e abitanti del quartiere, venuti a portare ancora una volta la solidarietà, con insieme il loro augurio di Buon Natale…ed anche qualche panettone, che ci passano da sopra il cancello. La sensazione è quella di essere come a Berlino durante la guerra fredda, proprio nell’anno del ventennale della caduta del muro. Segno tangibile che purtroppo i mattoni dell’irragionevolezza e dell’ottusità continuano ad essere a disposizione di qualche dissennato muratore.

Qualcuno sul tetto avanza l’ipotesi che i nostri commissari siano “più realisti del re” e nonostante il parere positivo del Ministro facciano ugualmente i rigidi. Speriamo che sia così, visto che abbiamo apprezzato le ultime aperture della Prestigiacomo e iniziavamo a sperare che potesse essere nostra alleata nel rilancio dell’Istituto e della ricerca pubblica ambientale.

Sarebbe un bel regalo, scoprire che è così. A questo punto, passato ormai Babbo Natale, non resta che aspettare sul tetto la Befana e scoprire cosa ci ha portato. Contratti o carbone?