Trentesimo giorno di protesta: oggi ci vengono in mente dei confronti. E’ possibile che gli operai della Yamaha di Lesmo, dopo sei giorni di occupazione del tetto della fabbrica abbiano ottenuto il risultato che si erano prefissi (l’azienda chiederà per loro la cassa integrazione) mentre noi, dopo un mese di lotta, a malapena siamo riusciti a incontrare la controparte? Ci incoraggia vedere che la lotta paga, ma ci chiediamo che razza di paese sia questo, in cui le istituzioni pubbliche possono ignorare i loro dipendenti molto più a lungo di quanto non faccia un privato.

In più, oggi alle 12.44 abbiamo ricevuto (come tutti i dipendenti Ispra) una mail che è un altro segnale inquietante. Il prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario dell’Istituto, pochi minuti dopo averci inviato auguri di Natale quanto mai beffardi, spedisce una circolare con alcune disposizioni che regolano l’attività lavorativa nel periodo festivo, e tra queste si legge che "all’interno degli edifici sarà consentito esclusivamente l’accesso del personale appositamente autorizzato dalla struttura commissariale". Certo non è un segnale di dialogo e distensione, se interpretata alla lettera potrebbe significare non uscire mai di qui per quattro o cinque giorni di seguito, senza peraltro che nessuno possa arrivare dall’esterno. Per fortuna il freddo peggiore se n’è andato, e per il momento possiamo ancora ricevere visite e solidarietà.

Per dei ricercatori, sicuramente il sogno avverato è quello di essere finiti sulle colonne di Science, nella versione online di quella che è forse la più popolare rivista scientifica del mondo, diffusa ogni settimana in un milione di copie. Ci sono anche media italiani che in modo meritorio continuano a concederci attenzione e prime pagine, e oggi sembra essersi risvegliato l’interesse dei politici: abbiamo ricevuto una telefonata di solidarietà dal capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati, Dario Franceschini, mentre sono venuti a trovarci sul tetto l’assessore al lavoro della provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio, e il consigliere Gianluca Peciola (entrambi di Sinistra ecologia libertà). Perfino nella maggioranza sembrano ricordarsi di noi, se è vero che il presidente della Commissione ambiente della Camera, il leghista Angelo Alessandri, ci ha chiamato per dirci che è bloccato al nord dal maltempo ma la settimana prossima vuole assolutamente incontrarci.

Chissà che non riesca a convincere la sua compagna di coalizione, Stefania Prestigiacomo, a fare altrettanto.

P.S. All’ora di cena ci giunge la notizia che il ministro Prestigiacomo ha parlato di noi, dicendo di aver seguito con "apprensione e umana partecipazione" la nostra protesta, invitandoci a scendere dal tetto e ad andare a passare il Natale con le nostre famiglie e facendo un appello al governo "affinché nell’ambito degli ultimi provvedimenti, sia trovato il modo per non disperdere il grande patrimonio di professionalità di questi ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate". Appello al governo? Ma lei non era Ministro? Belle parole comunque. Noi però aspettiamo i fatti. E li aspettiamo sul tetto.

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