Ventiquattresimo giorno di protesta: sotto la pioggia scendiamo di buon mattino per arrivare in orario all’appuntamento di oggi.
Alle 9:30 siamo convocati alla Commissione Ambiente della Camera, per un’audizione informale sulla situazione ISPRA. Mentre scendiamo verso il centro ripassiamo ancora una volta concetti, dati e norme per ripetere anche in questa sede il buon successo ottenuto alla Commissione Cultura.
Vogliamo infatti enfatizzare come la nostra iniziativa si basi non solo su principi fondamentali e condivisibili, dati dall’importanze della ricerca scientifica e della tutela dell’ambiente come mezzo di avanzamento di un Paese, ma anche su fatti e numeri concreti.
Arriviamo con un po’ di anticipo, rivediamo gli ultimi dettagli e quindi entriamo nell’aula della Commissione. Dopo aver relazionato sulla situazione del nostro Istituto, la discussione entra nel merito. Ed è con estremo piacere che assistiamo anche in questo caso ad una trasversalità d’intenti da parte di maggioranza ed opposizione.
La contrapposizione, talvolta addirittura pretestuosa, che spesso caratterizza il confronto politico italiano lascia qui spazio ad un comun sentire nell’esclusivo interesse del Paese. Vediamo ovvero quel "senso dello Stato" di cui troppo poco si parla e del quale noi ci sentiamo investiti, lavorando ogni giorno al servizio della collettività.
La seduta si conclude con l’impegno da parte di tutti gli esponenti a formulare una risoluzione comune sulla nostra vicenda, al fine di discuterla ed approvarla già la prossima settimana.
Usciamo dal Parlamento proprio mentre finendo di piovere. La res publica in fondo non è di destra ne di sinistra.

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