Ventiduesimo giorno di protesta: il forte vento spazza via un po’ di nubi e con loro la pioggia che ha contraddistinto gli ultimi due giorni. Il pegno da pagare è però un ulteriore abbassamento delle temperature, che ci costringe a “marcare a uomo” le nostre stufette.
Oggi è una giornata importante: siamo infatti convocati dalla Commissiona Cultura della Camera, che ha indetto un’audizione conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia. Un’ottima opportunità per far notare o ribadire a tutti gli schieramenti politici anche la nostra situazione.

Abbiamo atteso fino all’ultimo perché c’era il rischio che la seduta slittasse a causa del voto di fiducia per la manovra finanziaria. Fino a poche ore dall’orario stabilito siamo in forse poi, alla fine, il via libera.
Trafelati scendiamo quindi le scale che dal tetto portano al piazzale del nostro Istituto e ci dirigiamo verso Piazza del Parlamento, dove siamo attesi per le 14:20.

La sala dell’audizione è gremita di esponenti della maggioranza e dell’opposizione, che ascoltano con vivo interesse il resoconto sulla nostra vicenda. La commissione si è impegnata, su proposta del Pdl a convocare il Ministro dell’Ambiente per fare chiarezza sull’Ispra e inoltre, su proposta del Pd, a proporre un ordine del giorno condiviso su di noi.
Segno tangibile di una condivisione trasversale, almeno d’intenti.

E c’è di più: due importanti esponenti della maggioranza in seno alla Commissione, l’On. Frassinetti e l’On. Granata (rispettivamente vice-Presidente e Capo Gruppo), si sono impegnati a venirci a trovare sul tetto, per discutere direttamente con noi.
Usciamo rincuorati, rimanendo consapevoli che molto c’è ancora da fare e che, soprattutto, è necessario trasformare le parole in fatti. Il vento gelido non demorde e soprattutto non fa ben sperare per il nostro ritorno al tendone, ma questa sera sentiamo un po’ meno freddo.

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