A PRATO UNA SFILATA CHE NON PIACE AGLI OPERAI

“Ieri ho pensato: dove li porto a fare un giro questi tre milioni che hanno partecipato alle primarie? E ho deciso di portarli a Prato, dagli artigiani, in uno dei luoghi centrali della crisi”. Così Pierluigi Bersani esordisce nella prima uscita ufficiale da segretario del Pd. Però la visita a due aziende del distretto tessile in crisi – la Orditura Villanti e la Tessitura Mg4, dentro l’anonima area industriale pratese chiamata Macrolotto – sa tanto di passerella ad uso e consumo delle telecamere. “È una vergogna, doveva parlare con noi – urla Alberto Viti, 63 anni, capo tessitura in pensione – invece di fare una sfilata: per quella era meglio Claudia Schiffer.

Doveva spiegarci perché qui siamo serie B e non abbiamo tutte le agevolazioni che hanno le imprese del nord, invece si è solo messo in posa per le macchine fotografiche”. La ressa di cameraman e reporter ha lasciato ben poco spazio ai lavoratori accorsi per salutare il neo segretario democratico, ma qualcuno sgomitando è riuscito a dirgli qualcosa lo stesso: “Sono un artigiano, avevo sei operai fino a sei mesi fa, domani lascio a casa l’ultimo. Nessuno è disposto ad aiutarci”. Bersani non ha ricette anti-crisi in tasca, ma risponde attaccando il governo: “È da un anno e mezzo che si fa finta di occuparsi di queste cose a Palazzo Chigi e dintorni. Bisogna dare un po’ di respiro a queste aziende. Bisogna dire stop alle grandi opere per investire su tante piccole opere che siano subito cantierabili. Occorre sbloccare il patto di stabilità per far ripartire i Comuni, invece di annunciare promesse vuote, come l‘abolizione dell‘Irap, che si è già persa nelle nebbie tra San Pietroburgo e Arcore”.

Bersani da Prato comincia anche a delineare il quadro delle alleanze future: “La nostra strategia si rivolgerà a tutte le forze d’opposizione, perché la posizione del Pd deve essere generosa verso un sistema di alleanze che dice che non siamo un partito solo di opposizione anche se la facciamo duramente, siamo un partito di alternativa che contiene il concetto di opposizione. Invece, alla maggioranza voglio dire che siamo pronti al dialogo, ma soltanto sulle cose che interessano alla gente”. Non si tira indietro il nuovo segretario, neppure ad una domanda sull’affare Marrazzo, attaccando a testa bassa proprio il premier: “L’opposizione chiede immediate dimissioni a Marrazzo? Strano, Berlusconi non si è ancora neppure autosospeso, forse pensa di farlo la prossima settimana”. Le reazioni del Pdl non si sono fatte attendere e per Paolo Bonaiuti “è un peccato che il neosegretario del più grande partito d’opposizione cominci così male”.

da Il Fatto Quotidiano n°30 del 27 ottobre 2009