Continuano ad arrivare ogni giorno numerose lettere di precari rivolte al ministro Tremonti. Le storie che vengono raccontate svelano le mille facce di un problema – quello del lavoro – che non riguarda soltanto il precariato in senso stretto, ma anche la formazione, gli ammortizzatori sociali, la maternità, la possibilità di costruire un futuro, insomma tutto l’universo "culturale" che il nostro paese mette in campo per affrontare il primo diritto costituzionale di ogni cittadino. Pubblichiamo qui di seguito un’altra selezione delle vostre lettere arrivate per conoscenza alla nostra redazione nei giorni scorsi. Continuate a scriverci.

Lettere a Tremonti

Il posto fisso e la legge 30

Buonasera Ministro, le scrivo in merito alla sua frase sul "posto fisso". Per mia fortuna sono abbastanza vecchia da aver potuto accedere ad un lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Sono ormai 30 anni che lavoro nella stessa azienda, ma il posto fisso non mi ha mai fatto pensare di potermi permettere di essere una fannullona o di riposarmi a casa presentando certificati medici. da Rosanna (leggi tutto)


I nati degli anni ’70


Apparteniamo alla generazione dei nati intorno al 1970 (quelli che hanno fatto otto anni di francese tra medie e liceo!!!per poi doversi arrabattare tutta la vita con l’inglese): io 39 anni, da 8 precaria della scuola, ma posso vantare anche un po’ di contratti a tempo determinato negli enti locali; mio marito, 41 anni, “esternalizzato” presso due Centri dell’impiego della Provincia di Pisa con lo stress del rinnovo dell’appalto ogni due anni e mezzo. da Sara (leggi tutto)


Tagli ingiustificati sull’onda della crisi


Salve a tutti, mi chiamo Francesca ho 25 anni. Una storia lavorativa infelice fatta di stage, lavoro nero, apprendistato finiti male nel magico mondo degli uffici stampa sul milanese. Mi laureo con il massimo dei voti e nei tempi giusti, neanche a dirlo. Decido di cambiare lavoro, ormai delusa e convinta che il mondo della comunicazione non potrà mai offrirmi un minimo di stabilità. da F.B. (leggi tutto)



Dalla gloriosa Olivetti

Gent.le Min. Tremonti, ho ascoltato con sorpresa le sue affermazioni relativamente al famigerato "posto fisso". Ho 51 anni, da 25 lavoro presso quella che un tempo era la gloriosa Olivetti Ivrea (in successione Wang, Getronics, Eunics, Eutelia, Agile Gruppo Omega). Ho una laurea (vecchio ordinamento), 25 anni di esperienza e quel famoso contratto a tempo indeterminato. Al nuovo management però di tutto questo non sa che farsene, perchè per vendere servizi di call center sicuramente non servono nè il mio know-how, nè la mia anzianità lavorativa, pertanto da gennaio sarò lasciata a casa insieme a 1.191 colleghi (più o meno con le mie stesse caratteristiche), alla faccia del posto fisso. da Alessandra (leggi tutto)



Umana realtà

Egregio Onorevole,sono davvero felice che qualcuno, anche se con un certo ritardo, si sia reso conto che il posto fisso è qualcosa di molto più che un lavoro sicuro. Si tratta della certezza che in questa vita,noi giovani possiamo creare il nostro futuro,guardare avanti con un pò di tranquillità. personalmente a me la flessibilità non dispiacerebbe…fatte con tutti i crismi però! da Martina (leggi tutto)
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Scrivete al ministro Tremonti e per conoscenza al nostro giornale, raccontate la vostra condizione di lavoratori precari e chiedete a gran voce il vostro posto fisso.

Per lettera
Ministro dell’Economia
Giulio Tremonti
Ministero dell’Economia e delle Finanze
via XX Settembre, 97 – 00187 Roma

Per email
ufficio.stampa@tesoro.it
Oppure scrivi a Tremonti sul suo sito internet cliccando qui

Mettete in copia (nel campo cc) anche il nostro giornale con questo indirizzo postofisso@ilfattoquotidiano.it

Pubblicheremo una selezione delle vostre lettere su Il Fatto Quotidiano.

Nota bene: per motivi di praticità vi chiediamo di mandare testi brevi. In questo modo riusciremo a dare spazio a più lettere. Vi aspettiamo.