Caro Colombo, leggo che la Cancelliera Merkel ha difficoltà a persuadere i suoi elettori a mantenere in funzione le centrali atomiche tedesche. Come estremo argomento sta dicendo ai cittadini tedeschi: “Ancora un po’ di pazienza, chiuderemo il nucleare appena possibile”. Dove trovano allora Berlusconi e i suoi ministri il coraggio di dire che le centrali nucleari in Italia saranno la grande innovazione? 

Vittorio

A DOMANDA RISPONDO

NON TUTTO ciò che è negativo, offensivo, inaccettabile, in Berlusconi, è di destra. Fini, presidente della Camera, gli sta dicendo che non è di destra rovesciare il tavolo e attaccare le istituzioni di garanzia, capo dello Stato e Corte Costituzionale. Aznar, l’ex primo ministro spagnolo, cerca di persuadere Berlusconi che un primo ministro non minaccia la stampa e i media del suo paese. E certamente Angela Merkel ha detto in privato all’ ingombrante primo ministro italiano: “Nucleare? Sei matto? I nostri cittadini hanno sempre più paura e noi non sappiamo come liberarcene.” Berlusconi raccoglie avidamente il peggio della destra, estremismo, disprezzo, razzismo e ogni altra fobia verso le libere scelte dei cittadini. E respinge, con infallibile istinto del peggio, ogni lezione (che, riconosciamolo, può venire, e anzi viene, anche da destra) al rispetto delle istituzioni, delle informazioni. E persino le lezioni della prudenza, come quello che avviene adesso da ciò che sta accadendo in Germania. Berlusconi ha coraggio, il peggior tipo di coraggio. Sfida, non solo ciò che è noto e ripetuto con chiarezza dagli esperti, ma anche il buon senso e i suggerimenti di coloro che si sforzano ancora di militare dalla sua parte. E persino l’esperienza e conoscenza di persone che certo non stimano Berlusconi, di cui conoscono la maleducazione negli eventi internazionali, ma che appartengono alla stessa destra conservatrice del mondo. Tutto ciò fa apparire il progetto nucleare sbandierato con incoscienza da Berlusconi in tutta la sua inconcepibile leggerezza (totale mancanza di comprensione di ciò che vuole fare, e delle inevitabili conseguenze) e gravità. Non solo la conversione italiana al nucleare avviene tardi e a costi spaventosi che non saranno mai recuperati da un fantomatico minor costo dell’energia in un remoto futuro. Ma non affronta in alcun modo il gravissimo problema delle scorie che già tormenta aree ben più ordinate del mondo. Qui, nel paese delle montagne di rifiuti di Napoli e di quelle che stanno crescendo a Palermo, l’ingresso del nucleare appare ancora più folle e impossibile del ponte di Messina.

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