Sabina Guzzanti interpreta il presidente Berlusconi, a L’Aquila nel giorno del suo genetliaco, 29 settembre. Il premier, in un discorso ai cittadini vittime del terremoto, spiega che il lavoro del governo per la ricostruzione è ottimo e abbondante: ci saranno case per tutti (se mancano è perché vanno a ruba). In chiusura, il modesto paragone con uno statista trentino, famoso ma deboluccio sull’auditel.


(foto ansa)

lle signore aquilane, ai signori aquiloni, nel giorno della transumanza quando tutte le pecore si spostano in Puglia, voi iniziate a spostarvi nelle case del governo. Le quali ho chiamate case per il solito eccesso di modestia perché sono villette. Qualche sporadico gruppo di urbanisti rossi affiancato da ingegneri di Pol Pot e dai soliti idraulici trotzkisti, ci critica chiamandoli quartieri dormitorio. Menzogna! Lo diranno i fatti. Di una madre che ha trovato lavoro a Teramo, arriva a casa alle dieci a mezzanotte è a letto, la mattina deve portare i bambini a scuola a Ovindoli, la sveglia è massimo alle quattro. Quando dorme? Quali quartieri dormitorio? Sono stati capaci anche di criticarci perché le case non bastano per tutti. Ma non bastano perché vanno a ruba! Perché è un successo. Tutto il terremoto è un grandissimo successo. Nessun altro terremoto ha avuto questi ascolti e un cast così pazzesco: da Muti a Zero a Baglioni! Gli sfollati sono stati in crociera, in campeggio, ora si fanno la settimana bianca! Abbiamo rilanciato il turismo in Abruzzo! Safari fotografico. Nessun altro sfollato è stato tanto fotografato e possiamo dire con orgoglio che ormai non c’è un italiano che non abbia una foto di un aquilano a casa.

Ho voluto passare il mio compleanno a L’Aquila perché ormai è l’unico posto dove mi sento veramente a mio agio. Come dice la canzone: ovunque vado, mi tirano le pietre. In parlamento, mi tirano le pietre, all’estero mi tirano le pietre, in Vaticano, nel mio partito, a casa mia, mi tirano le pietre. Solo qui mi sento protetto: ho il caschetto ! Verrò qui in ogni ricorrenza importante: quando il 6 ottobre dichiareranno incostituzionale il lodo Alfano, quando a dicembre mi condanneranno per Mills. Ci accusano di non ricostruire la città: ma io costruirò la Repubblica di Salò qua! Altro che dittatura. Ci difenderemo. Quando ci accuseranno di avere promulgato le leggi razziali, negheremo! La verità è che noi agli immigrati in mare serviamo le bibite e poi offriamo asilo nido solo se ne hanno diritto. Ma perché devo offrire asilo nido a gente grande e grossa? Se vengono devono lavorare, non piazzarsi nelle culle col carillon che consuma corrente. Che la Storia mi giudichi, ho operato non bene, strabenissimamente!

L’unico sbaglio che mi si può imputare è stato allearmi con la Germania. La Merkel è una cozza, la vocina della coscienza me lo diceva: mai dare confidenza alle cozze. I soliti architetti anarco-stalinisti dicono che Prodi aveva fatto meglio in Umbria. Ma cosa aveva Prodi? Il genio civile, per dire: questa casa è da demolire, questa si può aggiustare. Lui il genio civile, io se permettete il genio puro. Ormai è di dominio pubblico: sono stato candidato al Nobel per la Pace da me medesimo, che per me è un grande onore. Temevo di ricevere una candidatura da un minore delle mie file e invece con un grande lavoro anche diplomatico come al solito dell’impagabile Gianni Letta, sono riuscito ad avere la candidatura dal massimo che si possa avere: io.

E sarebbe davvero il colmo che, nonostante una candidatura così importante al top del premio paragonabile alla coppa dei campioni, la Corte costituzionale mi togliesse l’immunità assoluta, facendomi condannare a dicembre per Mills. Sarebbe l’anomalia tutta italiana di sabotare un italiano che non vince il Nobel da tanto tempo. Al solito anziché tifare per l’Italia, si getta fango, scatta la manetta a orologeria, ci scommetto quello che volete appena sarò a Stoccolma magari a visitare la famosa Sindrome: tac, scatteranno le manette. Ma siccome noi ormai ci siamo fatti furbi, abbiamo preso le nostre contromisure: ho già firmato un decreto per cui la protezione civile si occuperà di circondare la corte costituzionale e dichiararla pericolante. Una bella camicia di forza a tutti – stavolta il censimento l’abbiamo fatto bene – e un po’ di calmanti sciolti nelle bibite per la loro sicurezza. È una responsabilità troppo pesante quella di fare condannare il presidente del Consiglio e hanno bisogno di tutto il nostro supporto. Far condannare il migliore presidente che l’Italia abbia avuto, migliore di De Gasperi: confrontiamo gli ascolti di De Gasperi con i miei! Per raggiungere questa statura sono stato statista e statisticamente ho governato più a lungo, soprattutto se si tiene conto che prima era tutto in lire.

Enonostante questo non mi si permette di prendere decisioni. Tanti cittadini mi chiedono: ma insomma quando lo fai il colpo di Stato? Possiamo continuare a far tacere la gente raccogliendo le firme? Voi non ci crederete, ma ho fatto domanda già da quattro anni e per la burocrazia è ancora là bloccata: chiedi ai servizi, ti mandano ai sottosegretari, manca la firma di quello, manca il timbro di quell’altro. Morale: per fare un golpe – che la parola stessa suggerisce velocità – tempi impensabili. Ma io non mi arrendo. Amo le sfide, i rischi, non uso nemmeno il preservativo. La D’Addario, avete sentito, dice: come posso fidarmi? Ma io non ho l’Aids, io sono io, sono malato di mente! Non si contagia col sesso, si contagia con la tv! Quanta ignoranza quanti pregiudizi. La Storia ci giudicherà e noi la ricuseremo.

di Sabina Guzzanti (da Il Fatto Quotidiano n°9 del 2 ottobre 2009)