“Sono un parcheggiatore abusivo autorizzato”. “Autorizzato? E da chi?”. “Dagli abusivi, dottò”! Napoli, 1975. Luciano De Crescenzo raccontava così nel libro ‘Così parlò Bellavista’ un suo dialogo con un guardiamacchine partenopeo.

Oggi come allora, poco è cambiato. Gente apparentemente rozza, ma dal cervello fino, i
parcheggiatori abusivi napoletani. ‘Organizzati’ come un parasindacato, hanno i loro leader e le loro rivendicazioni. Chiedono di essere regolarizzati, magari come ausiliari del traffico per Napolipark, la municipalizzata che vigila sulle strisce blu. E grazie a una vita passata in mezzo alla strada, tenendo in custodia in doppia e tripla fila le berline di commercianti, avvocati, liberi professionisti, insomma, l’èlite di cittadini, sono tra i primi a sapere dove soffia il vento e con quale intensità. Quali sono le persone giuste a cui rivolgersi. Chi davvero comanda all’ombra del Vesuvio.

Ecco perché  non deve stupire se un nutrito gruppo di parcheggiatori abusivi riuniti sotto la sigla “Cittadino Nuovo”, al termine di uno dei tanti ed infruttuosi sit-in di fronte a Palazzo San Giacomo, non avendo ottenuto udienza nel Comune retto da Rosa Russo Iervolino, ha deciso di spostarsi nell’hotel Romeo di via Colombo. E proseguire lì la protesta, occupandolo. Si tratta dell’hotel extralusso realizzato nello storico palazzo appartenuto al comandante Achille Lauro che fa capo all’imprenditore Alfredo Romeo, l’immobiliarista che gestisce 30.500 case del Comune e ha trascorso 79 giorni in carcere perché accusato di manovrare a proprio piacimento tecnici, funzionari e politici, fino a ottenere appalti cuciti su misura per le sue società, grazie a rapporti di amicizia consolidati attraverso anni di prebende in termini di posti di lavoro, incarichi, consulenze, piaceri di vario tipo. I pm Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli ne hanno recentemente chiesto la condanna a dieci anni di carcere nel corso del processo che si sta svolgendo con rito abbreviato di fronte al Gup Enrico Campoli.

“Non ce ne andremo da qui fino a quando non verrà qualcuno del Comune disposto ad incontrarci”, ha detto Antonio Del Piano, leader degli abusivi, mentre occupavano la hall dell’Hotel Romeo. “Abbiamo adottato questa strategia – ha aggiunto Del Piano – perché questa rappresenta per noi una delle sedi dove vengono prese decisioni e adottate politiche che non vengono prese dalle istituzioni”.

Sì, perché Romeo, arrestato il 17 dicembre scorso con una sfilza di imputazioni da far tremare i polsi, da quando è tornato libero è risalito senza indugi sulla ribalta della vita cittadina. Dalla spettacolare villa di Posillipo – sei piani, giardino sul mare, prato inglese – e dagli uffici del Centro Direzionale, l’imprenditore ha ripreso a tessere la tela dei suoi affari e delle sue relazioni importanti. Il primo passo è stato quello di inoltrare un ricorso al Tar per reimpossessarsi del servizio di riscossione delle multe stradali, affidamento che la giunta Iervolino gli aveva revocato tra febbraio e marzo, quando l’imprenditore era ancora in carcere. Poi a metà maggio ha convocato i giornalisti nel suo albergo a cinque stelle per presentare in pompa magna ‘Only in Naples’, guida della Romeo Alberghi studiata per turisti dai gusti difficili, che parla di aziende, musei, luoghi di cultura più o meno noti. In quella sede l’allora assessore regionale al Turismo Claudio Velardi, che fu factotum di D’Alema a Palazzo Chigi, nonché consulente delle società di Romeo, ha dichiarato che ‘Only in Naples’ è “una bella iniziativa”. Aggiungendo, e precisando di parlare da privato cittadino, che “Romeo potrà dimostrare a tutti quanti di non aver mai commesso quegli illeciti che gli sono stati contestati ma che poi, via via, mi pare si vadano anche smontando”. Dichiarazioni che il pm Falcone una settimana dopo ha evocato nel corso della requisitoria del processo a carico del top manager: “Romeo è talmente presente ancora oggi nelle istituzioni che, a pochi giorni dalla sentenza, un esponente delle istituzioni stesse si augura che possa essere assolto”.

In attesa della sentenza, slittata a ottobre, la pensano così anche i parcheggiatori abusivi di Napoli. Che prima di essere sgomberati dai poliziotti in tenuta antisommossa, hanno intonato: “Romeo, tu che hai potere, fai una telefonata a palazzo San Giacomo”.