5 tesi per il Partito Democratico

1. Il Partito Democratico non è  e non può essere complice di continue violazioni alla Costituzione e alle leggi dello Stato. Molto prima dell’opposizione politica – normale pratica parlamentare – che contrappone maggioranza e minoranza, ma anche le connette come parte di una istituzione condivisa, c’è il dovere di difendere la Costituzione, le istituzioni, le leggi dello Stato. Quando il ministro della Giustizia, autore di una legge su cui pende il giudizio di costituzionalità, si incontra in modo conviviale e con pubblica manifestazione di legame personale, con due giudici della Suprema Corte che fra poco dovrà giudicare, diventa evidente la grave violazione di fondamentali principi democratici (separazione, autonomia dei poteri). Quando a quell’incontro partecipa il presidente del Consiglio che – in quanto destinatario di molte imputazioni in diversi processi –  il solo beneficiario della legge in questione, la violazione diventa una vera e propria iniziativa di arbitrio e di pubblico disconoscimento dei fondamenti democratici della Repubblica.

Tocca al Partito Democratico farsi responsabile del ritorno alla Costituzione, chiamando in questa campagna tutti i cittadini umiliati e offesi da un arbitrario esercizio di potere senza regole.
Quando cala il segreto di stato sulla trasparenza di azioni e comportamenti di cui un capo di Stato è tenuto costantemente a rendere conto; quando guardie private diventano agenti segreti e presunte residenze di Stato raggiunte e sorvegliate con mezzi di Stato e rilevanti spese pubbliche diventano luoghi di vita privata, i cui racconti hanno meravigliato il mondo e umiliato l’Italia, il primo impegno è la difesa della Costituzione e il ritorno all’ossevanza di leggi e regole fondamentali per la democrazia.

2. Il Partito Democratico è il partito dei diritti umani e delle garanzie di protezione e di vita per tutti coloro che sono nel territorio italiano. Noi non possiamo accettare che nel nostro Paese liberato nel 1945 e tutelato da una grande e preveggente Carta Costituzionale vi siano persone senza diritti, relegati in un limbo giuridico dal quale risulta quasi impossibile uscire e sul quale è facile esercitare poteri arbitrari.

L’invenzione del reato di clandestinità – unico nella Comunità Europea – colpisce in Italia il modo d’essere e non l’aver commesso un reato. Per la prima volta dopo le leggi razziali torna nella Repubblica Italiana una legge che colpisce una persona per quello che è, non per quello che fa. L’identificazione fra clandestino e criminale viola la realtà e permette accuse arbitrarie. Tali accuse non sono solo ingiuste, ma inceppano il funzionamento – già deteriorato – dei tribunali e affollano carceri già invivibili.

Il via libera alle ronde private offende lo Stato nel suo diritto-dovere di tutelare i cittadini e apre le porte a un disordine squadristico. I prespingimenti in mare pongono i mezzi della Marina Militare, in tempi di ritorno della pirateria e di rischio di minacce terroristiche, nella funzione sporoporzionata e disumana di cacciatori di profughi. Essi non solo vengono respinti in alto mare, ma riportati a forza – senz alcun esame dei diritti delle persone – da dove sono fuggiti, e dove rischiano la vita e l’integrità fisica, non possiamo accettare che ai bambini rom siano imposte (solo in Italia) le impronte digitali e che non vi siano tutele, garanzie, sorveglianze e appelli per le imposizioni, spesso arbitrarie, che gravano sui campi nomadi e i loro abitanti, spesso cittadini italiani.

Sappiamo che il mercato della paura e della caccia agli immigrati ha reso molto in voti nelle recenti elezioni. Sappiamo anche che parti intere della nostra Costituzione e le fondamentali regole morali sul rispetto delle persone non sono merce di scambio, e che sulla difesa degli esseri umani non possono esserci cedimenti o baratti per nessuna ragione.

3. Il Partito Democratico si assegna come compito prioritario la difesa del diritto dei cittadini alla salute, dunque a tutta l’attività e le organizzazioni che tutelano questo diritto. Occorre strappare la macchina sanitaria delle regioni dalla ricorrente crisi finanziaria, dalla corruzione tuttora dilagante, dalla malasanità, dall’assegnazione politica delle responsabilità amministrative e persino dagli incarichi sanitari. Manca un piano sanitario nazionale di organizzazione, in particolare per definire centri di specializzazione, ricerca, eccellenza. E manca, come criterio naziona di assistenza e sostegno al lavoro delle regioni una adeguata rete di rapporti e scambi internazionali.
Occorre soprattutto un monitoraggio che impedisca in tempo sia buchi profondi e difficilmente recuperabili nelle strutture finanziarie regionali, sia l’isolamento e la discesa verso una sanità di seconda o terza fila delle regioni povere.

4. Il Partito Democratico si impegna a restituire ai cittadini la pienezza dei diritti civili e inerenti alla persona. Nessuno dovrà rendere conto, giustificare o chiedere permessi per tutto ciò che ha a che fare con la disponibilità della propria vita e della propria persona, dalle scelte sessuali a quelle di fine vita. Ciascuno è il titolare e l’autorità di se stesso entro una cornice di norme giuridiche che tutelano ma non interferiscono, proteggono la libertà di ciascuno e non danno ordini sulla vita e sulla morte, non pretendono di fissare graduatorie in base a valori che non sono le leggi dello Stato. Come tutti sanno, non è in discussione l’eutanasia, ma è affermata la difesa del diritto di decidere sui modi e i termini della propria esperienza, compresi gli stili di vita che non possono dar luogo a nessuna gerarchia di ciò che è più o meno approvato.
E’ particolarmente importante, in un Paese in cui autorità esterne si rivolgono direttamente ai parlamentari, chiedendo loro decisioni non fondate sulla Costituzione  e sulle leggi dello Stato, ma in obbedienza a principi che non sono le leggi della Repubblica, affermare senza il minimo equivoco la titolarità di ciascun cittadino sulla sua vita o sulla sua morte. Dunque, il diritto alla libera e rispettata decisioni sul fine vita attarverso il testamento biologico,  di tipo democratico e occidentale, cioè sottratto agli obblighi imposti dalle autorità religiose.

5. Il Partito Democratico difende il lavoro, il diritto al lavoro, il diritto di coloro che lavorano, come valore e fattore fondamentale della democrazia e come difesa del mondo della produzione dai perniciosi rischi delle bolle finanziarie. Il Partito Democratico si assume l’impegno di ristabilire il patto fra coloro che investono e coloro che lavorano e che ha segnato le fasi di grande espansione o ricostruzione delle economie. Dopo una crisi così grave e tuttora in corso, viene una fase simile a un dopoguerra. Occorre impedire che il lavoro sia umiliato e offeso e marginalizzato, come se fosse una parte secondaria o addirittura un optional nella produzione della ricchezza. Tutte le fasi economiche di volta in volta chiamate “miracolo” o giudicate di grande espansione, veri e propri passaggi di grandi paesi democratici a livelli di vita superiore, sono fondati sul lavoro, sia come pieno impiego, sia come contributo indispensabile allo sviluppo. La frequenza inaccettabile delle morti sul lavoro racconta una storia di incuria e negligenza sia statale che aziendale, proprio a danno di chi offre senza riserve la sua partecipazione e il suo contributo al lavoro come capitale umano, versato al progetto di un futuro sviluppo. Non è ragionevole vivere in un mondo in cui, fra chi lavora, si cercano i “fannulloni”, invece di impegnarsi in ogno modo per impedire le morti e salvare le vittime.

Il Partito Democratico sa che c’è un nesso stretto fra lavoro e cittadinanza. Coloro che lavorano sono protagonisti indispensabili della vita sociale, sono parte di una rete che unisce una comunità e fa aumentare il grado di civiltà e legalità di un Paese. Nel lavoro si forma la partecipazione degli immigrati alla vita del nuovo Paese e si stabiliscono rapporti forti e stabili, che devono portare alla cittadinanza come diritto.