Si aprono e si chiudono finestre, entra aria pulita, si rimane con l’aria sempre più viziata. Ieri sono stato in Bank-Italia, a Roma, Via Nazionale, per la presentazione del libro “Qualunque cosa succeda” dell’avvocato Umberto Ambrosoli, bambino quando un sicario di Sindona uccise suo padre, trent’anni fa, all’ombra di Andreotti. Poi fu ucciso anche Sindona, con il cianuro nel caffé mentre però era in carcere in Italia. Sempre all’ombra di Andreotti (la morte, non l’estradizione dagli Usa e il carcere…).

La sentenza del 1999 di Palermo, quella che per moltissimi media non esiste, quella sulla “prescrizione di Andreotti ” in combutta mafiosa fino al 1980″, parla “anche” di tutto ciò. Poetica, tremenda, politicissima apertura di finestra sulla memoria, questa presentazione. Siamo figli di quell’epoca, come Umberto è figlio di Giorgio, liquidatore del crack Sindona per conto di
BanK-Italia, ma liquidatore onesto ed efficiente, non quel liquidatore poco più che pro-forma che tutti o quasi avrebbero preferito.

Una finestra da cui entra l’aria pulita di chi “normalmente” non si arrende, allora come oggi. Nel frattempo, in contemporanea con le parole di Augias che lo ha ricordato con una splendida ricostruzione dei fatti e uno stordente lapsus (ha scambiato “eroismo” per “egoismo”…) subito corretto, a qualche centinaio di metri, in Campidoglio, in Consiglio Comunale, una finestra si chiudeva, lasciando dentro l’aria sempre più viziata. Parlo della “sanatoria” di Alemanno sui Mondiali di nuoto e le relative porcherie evidenziate dai sequestri della Procura in molti cantieri.

L’hanno chiamata “intesa” e i partiti hanno messo un bel coperchio sul pentolone, così come aveva fatto Berlusconi in Consiglio dei Ministri tre giorni fa: deroga alla deroga alla deroga, la deroga al quadrato, al cubo, e Bertolaso che consente tutto legibus soluti “per il bene comune”. Ma un bene inteso come bene di coloro (dei privati in stretto contatto con le forze politiche di ogni colore, cfr. Veltroni prima e il suo successore poi) che stanno facendo impianti e costruendo foresterie, possibili condomini o futuri alberghi con i soldi agevolati del Credito Sportivo che paghiamo noi come contribuenti.

Si sana, si condona, si alza ancora l’asticella della legalità ormai praticamente insuperabile…E tutto sotto gli occhi di tutti. Ma già, anche Ambrosoli è stato ucciso alla moviola davanti o dietro gli occhi di tutti, un omicidio lungo quattro anni, dalle prime mosse del liquidatore nel ’75 alla sua tragica “liquidazione” per mano del sicario Aricò del luglio ’79.  Trent’anni, per aprire finestre sul passato e chiuderle sul futuro.

o.b.